Alessandro Del Piero, campione dentro e fuori dal campo.

    "Del Piero ha saputo coniugare la capacità professionale a quella di comunicare sempre valori positivi" (G. Abete)

    Alessandro Del Piero, campione del mondo nel 2006 e tra i più grandi calciatori italiani di tutti i tempi, vanta il primato assoluto di reti (290) e di presenze (705) nella Juventus. Nato 43 anni fa a San Vendemiano di Conegliano, in provincia di Treviso, è cresciuto con il poster del suo idolo Michel Platini in cameretta, sognando di poter indossare un giorno quella sua stessa maglia bianconera.

    Ci arrivò, partendo dai calci al pallone dati nell’oratorio di provincia e passando prima per la squadra del paese e poi per la Serie B. Fu l’allora direttore sportivo del Padova, Giovambattista Pastorello, a convincere la famiglia Del Piero a lasciar partire il tredicenne prodigio. Gli servirono tre colloqui per sigillare l’affare con un patto imprescindibile: il diploma. Ed Alex, impeccabile come sempre, si diplomò in ragioneria senza esser mai rimandato.

    Quella di Alex Del Piero è una storia semplice, di un ragazzo d’altri tempi, serio e dalla forte moralità. Ma attenzione a definire questa semplicità come una cosa normale, non lo è. La semplicità di Alex nasce dall’educazione, dal rispetto e dal senso di responsabilità. Valori importanti che lui ha sempre portato con sè dentro e fuori dal campo e che ancora oggi lo rendono speciale agli occhi di tutti.

    Così semplice da sposarsi senza concedere nulla ai media, così speciale da invitare alla cerimonia solo 14 persone per mantenere il massimo del riserbo.

    Lontano dai pettegolezzi, dai gossip, dalle diatribe da spogliatoio e molto riservato, il suo impegno è da sempre dedicato unicamente allo sport dei suoi sogni e al sociale, dove con diverse associazioni e fondazioni promuove iniziative solidali e di ricerca.

    “Pinturicchio”, così chiamato dall’Avvocato Agnelli per l’eleganza del suo stile di gioco, ricoprì il ruolo di capitano della Juventus per 11 stagioni su 19 regalando agli appassionati una nuova tipologia di gol: il “gol alla Del Piero“.

    Il capitolo nazionale fu forse quello più controverso per Alessandro Del Piero che si trovò nel corso della sua carriera a vivere ripetutamente staffette con due grandi campioni: prima con Roberto Baggio e poi con Francesco Totti. Dualismi storici che hanno dato ancora una volta risalto all’eleganza con cui il grande campione ha rispettato silenziosamente le scelte quando toccava a lui sedersi in panchina.

    Lo stesso silenzioso rispetto di quando Boniperti lo chiamò alla Juve. “Tagliati i capelli”, gli disse. Lui non spiccicò parola per l’emozione, uscì dalla camera e andò dal barbiere.

    Nell’edizione Mondiale del 2006, durante i tempi supplementari della semifinale contro la Germania, ha segnato il suo ultimo gol in azzurro. È anche grazie a lui che, il 9 luglio 2006, tutta l’Italia ha festeggiato la Coppa del Mondo.

    Alex Del Piero - Germania 2006

     

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