Nuvolari al volante, serie di pazzie costante

    Tazio Nuvolari e le gesta fuori dalle righe del "Mantovano Volante"

    Tazio Nuvolari, figlio di un famoso ciclista dell’epoca, esordisce come pilota professionista di motocicletta nel 1920. Già l’anno successivo si affaccia al mondo automobilistico e vince la sua prima gara. Dopo diversi anni di successi sulle 2 ruote in sella alla famosa Bianchi, si dedica totalmente all’automobilismo al punto da creare una sua scuderia: la scuderia Nuvolari.

    La scuderia Ferrari sceglie Nuvolari come uno dei suoi piloti al fianco di Varzi, a bordo dell’Alfa Romeo P2

    La carriera di Tazio subisce una svolta con la morte di Gastone Brilli-Peri nel 1930. Il team Ferrari è incompleto e Nuvolari viene scelto per gareggiare al fianco di Achille Varzi a bordo dell’Alfa Romeo P2. Non tarda a farsi riconoscere. Il talento e la fame di vittoria di Tazio non risparmiano nemmeno i suoi compagni.

    Tazio Nuvolari in pista, al volante della sua Alfa Romeo, 1930

    Le 3 vittorie impossibili di Nuvolari che rimarranno nella storia, tra motociclismo ed automobilismo: Monza 1925, Mille Miglia 1930 e Nurburgring 1935

    Nuvolari lascia il suo primo segno indelebile nel 1925, quando ancora alternava gare di motociclismo a gare di automobilismo. In sella alla sua Bianchi “Freccia Celeste” partecipa al GP delle Nazioni di Monza nonostante il recente grave infortunio subìto durante il provino per entrare in Ferrari a bordo dell’Alfa Romeo P2. Pieno di fasciature dalla testa ai piedi, febbricitante e costretto da un corsetto di cuoio per poter mantenere la postura in sella, decide di correre ugualmente. Piuttosto che azzardare preferisce fare pressing all’avversario della Rex Acme durante il duello finale nella speranza di un suo passo falso. Proprio all’ultimo giro Wal Handley perde qualche metro di vantaggio e Nuvolari riesce a sorpassarlo tagliando per primo il traguardo e muovendo il suo primo passo verso la leggenda.

    “Avvertii i piedi sguazzarmi dentro gli scarpini come quando si va a caccia in palude: ‘Quanta acqua!’, pensai. E invece era il sangue colato dalle ferite…”

    Nella competizione Mille Miglia del 1930, un percorso andata e ritorno tra Brescia e Roma, verso fine gara decide di procedere a fari spenti per impedire al suo compagno-avversario Varzi di localizzarlo dietro di lui. Una gara ad armi pari, che vede i due piloti a bordo della stessa vettura. Recupera i 7 minuti di ritardo guidando al buio e seguendo le luci del pilota che lo precede. Riaccende i fari solamente in fase di sorpasso, inaspettatamente, cogliendo Varzi di sorpresa e soffiandogli la vittoria da sotto il naso.

    “Nuvolari: uno che di morire non gli importa niente, uno per il quale 3 più 3 fa sempre sette” Enzo Ferrari

    Nel 1935, durante il Gran Premio di Germania sul circuito Nurburging, Hitler è seduto in tribuna d’onore insieme a molti ufficiali nazisti. I piloti alla guida delle vetture tedesche, decisamente all’avanguardia, sono degli avversari difficili da battere. Enzo Ferrari schiera Nuvolari, Brivio e Chiron sulle 3 Alfa Romeo P3 con un leggero potenziamento del motore. Sulla carta erano già spacciati a confronto con Mercedes e Auto Union. Il circuito è complesso e la pioggia di certo non aiuta nessuno dei piloti. Mentre Tazio Nuvolari avanza minacciosamente verso la testa della corsa i suoi compagni sono costretti a ritirarsi per problemi tecnici. La sosta ai box per il pieno, al decimo giro, è lenta e disastrosa: Tazio perde molte posizioni al rientro e, furioso, tira la sua auto fino al limite per recuperare. Quando Nuvolari raggiunge la Mercedes di testa, il pilota tedesco non regge la tensione, tira troppo la sua vettura e a 4km dal traguardo le gomme scoppiano mandandolo fuori gioco e lasciando passare il Mantovano Volante che prosegue e vince.

    “Oggi me lo sento, vinco io, trovate una bella bandiera tricolore!” Tazio Nuvolari

    La notizia dell’impresa del pilota italiano fa il giro del mondo e Tazio diventa simbolo della tenacia e del talento.

    Nuvolari è il titolo di una canzone di Lucio Dalla del 1976, brano dell’album automobili. Il Mantovano volante è, invece, un pezzo del 2007 del cantautore Sergio Bassi

    Tazio, un uomo e un mito che è diventato leggenda e che resta ancora, nei giorni nostri, un esempio: tenacia e passione, uniti al talento e alla forza di non arrendersi mai, portano al successo!

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