Viola di rabbia e d’amore

    Rabbia per la Vecchia Signora, amore per la maglia viola della Fiorentina. Una rivalità senza tempo, erede di un campanilismo italico che in riva all’Arno resiste fino ai giorni nostri. Nata quando nasceva la prima Serie A e il calcio cominciava ad essere lo sport popolare, Fiorentina-Juventus non è una partita come le altre. È una sfida eterna tra due città distanti 400 chilometri che affonda le sue radici nel lontano 1928.

    Viola-coreografia

    90 sfumature di Viola

    “Firenze un…dici niente?” Così titolava un famoso quotidiano torinese all’indomani della vittoria della Juventus sulla Fiorentina per 11-0. Una doppia beffa per i Viola in virtù dell’umiliante sconfitta e del titolo a nove colonne.

    Una rivalità sfociata con il passare del tempo in odio sportivo. Come se fosse un derby. Ancor più del derby tra Torino e Juventus. Novant’anni separano Fiorentina e Juventus dal quel giorno eppure il popolo viola non ha dimenticato. Anzi. Il rancore si è alimentato strada facendo, allietato da quei pochi episodi che resteranno nel cuore dei tifosi viola. Per sempre.

    Corsi e ricorsi storici hanno portato le due squadre a contendersi scudetti, trofei e giocatori con un epilogo spesso favorevole ai colori bianconeri. Nonostante tutto  la voglia di rivalsa dell’ambiente fiorentino nei confronti della Juventus è vivo. Ogni volta che le due squadre si affrontano. Ogni qual volta c’è l’occasione di scontrarsi fuori e dentro al campo i Viola rispondono presente,  uniti verso un unico obiettivo: battere la Vecchia Signora.

    Viola-Baggio

    Lacrime Viola

    Lacrime d’annata si potrebbero definire. Annate maledette. Come il 1982. Come il 1990. Nel cuore di ogni fiorentino queste date rappresentano ferite destinate a far parte dell’album dei ricordi indelebili. Purtroppo. Per chi c’era e ha vissuto quei momenti. Per chi non c’era e ha ereditato un odio sportivo che vive di pari passo alla passione per i colori viola.

    Lo scudetto sfuggito negli ultimi minuti per mano di decisioni arbitrali poco “convincenti”. La finale europea persa in malo modo nel doppio confronto a Torino e sul neutro di Avellino. Il “tradimento” di  Roberto Baggio, uno dei calciatori più promettenti del calcio italiano divenuto a furor di popolo idolo nazionale. Certi ricordi non puoi cancellarli. Ti restano sulla pelle e li rivivi ogni volta che affronti il nemico. Quello di sempre. Quello che ti ha rubato l’anima che cerchi di riconquistare, spavaldo e orgoglioso, ogni volta che sei di fronte a lui.

    Lacrime di dolore ma anche di gioia. Per una rimonta consumata in quel di Torino. La mitraglia del “Re Leone” sotto la Fiesole. Per tutte le volte che essere fiorentino è un orgoglio. L’orgoglio di chi è nato a Firenze e ha la Fiorentina nel cuore.

    Garrisca al vento il labro Viola

    Comincia così uno degli inni più belli delle squadre di calcio, reso famoso da quel nostalgico “Quelli che…il calcio” sul finire degli anni ‘90. Un concentrato di passione e orgoglio per la maglia viola. Un inno alla gioia che rappresenta l’abito più bello da indossare nell’occasione migliore. Da tirare fuori quando l’avversario fa più paura del solito.

    “Oh Fiorentina…di ogni squadra ti vogliam regina…Oh Fiorentina…combatti ovunque ardita e con valore…nell’ora di sconforto e di vittoria…ricorda che del calcio è tua la storia…”

    Parole che mettono i brividi. Emozioni che traboccano dagli occhi di ogni tifoso ogni volta che nel cielo risuonano quelle note inconfondibili.

    Immortali come l’amore per la Fiorentina. Infinite come l’odio per la Juventus.

     

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