All’ombra della Mole un Derby lungo 110 anni

    In un freddo giorno di inizio Dicembre, agli albori del XX secolo, un gruppo di giovanotti nella città di Torino decise di voltare le spalle ad una “Vecchia Signora” e abbandonarla. Quel giorno nacque la storia di Juventus-Torino, quel giorno iniziò il Derby della Mole.

    Derby Juventus-Torino - Lungolinea

    Così lo chiamano in omaggio al simbolo che sovrasta la città e la rende “elegante e perbene con una prorompente vitalità, un cuore pulsante creativo e frizzante”, come recita un articolo del Wall Street Journal di qualche anno fa. Una partita nella partita che nasconde tante altre rivalità oltre a quella tra i due club, che si incontreranno per la 194esima volta in quella che è la sfida più antica d’Italia tuttora disputata tra squadre con sede nella stessa città.

    Da una parte la Juventus, la squadra dei gentlemen, dei pionieri dell’industria, dei gesuiti, dei benpensanti e dei borghesi ricchi; dall’altra il Toro, la squadra degli operai, di chi ha fatto le scuole tecniche, dei piccoli borghesi e dei poveri, come le descrive Mario Soldati nel suo romanzo “Le due città”.

    Juventus e Torino, due anime di una stessa città che si plasmano nei personaggi e nei luoghi che ne descrivono la loro storia. Come la famiglia Agnelli, come la collina di Superga e gli invincibili, come Michel Platini, come Paolini Pulici o come lo Stadio Delle Alpi e il Filadelfia. Ogni particolare ha un posto nel cuore delle gente, sia che nelle loro vene scorra sangue bianconero sia che si tinga di granata; ogni cosa è un vessillo da esporre e contrapporre all’altra sponda. Come quella bandiera da tirar fuori con orgoglio quando le squadre scenderanno in campo e l’arbitro darà inizio alla disputa.

    La squadra più amata e odiata e soprattutto più vincente d’Italia contro la squadra di Torino e dei torinesi; non sarà mai solo una partita ma un confronto tra due modi diversi d’intendere la propria passione per il calcio fuori e dentro lo stadio. Juventus-Torino, infatti, è anche l’orgoglio della Curva Scirea contro il calore della Curva Maratona, in un misto di emozioni che si fondono tra l’odore dei fumogeni e l’eco dei cori con i colori delle sciarpe e delle bandiere al vento a fare da cornice ad uno spettacolo immenso all’ombra della Mole.

    Un’immagine scolpita nella mente di chi quel giorno sarà lì ad incitare i propri beniamini da una parte o dall’altra con la voce tremante e il cuore in sussulto per spingere quella palla in fondo alla rete ed esultare con i propri fratelli. Come per il gol di Fortunato Torrisi al minuto 76’ di un derby datato 1983 a completamento di una rimonta storica ed indimenticabile oppure per la rete di Maresca con tanto di esultanza con le “corna”, nel 2-2 del Febbraio del 2002. Così come per tanti altri che hanno fatto gioire i tifosi e prendersi il titolo di padroni della città, anche solo per un giorno.

    Derby Maresca - Lungolinea

    Il Derby è ovunque. Nei bar, nella piazze, nelle scuole ed in ogni angolo della città.

    Il Derby è ogni volta che si incontrano uno juventino ed un torinista e danno libero sfogo alla loro passione. È così da sempre. Non importa dove e quando e neanche come. L’unica cosa che conta è prevalere sullo storico nemico per prendersi beffe di lui in una sorta di eterno Davide contro Golia.

    Il campo darà ragione agli uni o agli altri a seconda del risultato finale ma la vita di tutti i giorni invece no. Non vedrà un vincitore, perché bianconeri e granata continueranno a gonfiare il petto, orgogliosi del proprio stemma e dei propri colori nonostante il risultato avverso.

    È per questo che il Derby della Mole non finirà mai.

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