Ultrà Roma, i primi a partire e gli ultimi a tornare

    Innumerevoli significati si nascondono dietro la parola Ultrà. Un termine coniato per dare enfasi al movimento popolare orientato al tifo più appassionato. Dal latino Ultra che vuol dire “oltre”, “di più”,  “più in là”. Contro tutto e tutti e soprattutto al di là del risultato.

    Una sintesi cinica dietro a una parola che assume diversi connotati a seconda del contesto di riferimento. Nel mondo del calcio più volte Ultrà è stato usato come termine dispregiativo. Associato alla violenza e agli episodi di teppismo sfociati negli stadi italiani a partire dai primi anni ’70.

    Non è sempre così. Non è giusto che sia sempre così perché dietro gli Ultrà c’è anche la passione verso una maglia e i suoi colori.

    Ultrà: Roma-Torino solo andata

    Sabato c’è Juventus-Roma e la mente non può che andare al film Ultrà di Ricky Tognazzi con i giovanissimi Claudio Amendola e Ricky Memphis protagonisti indiscussi. La faccia bella e brutta del tifo giallorosso ma soprattutto l’amore incondizionato per la Roma.

    Ultrà-corteo

    Le immagini della partenza verso la fredda e cupa Torino su quel treno dove i brutti pensieri volano via e le fantasie volano libere immerse tra i ricordi di mille trasferte passate insieme. Un viaggio nel buio illuminato dalla fede giallorossa che rappresenta l’anello di congiunzione tra diverse classi sociali senza la preoccupazione di quello che sarà il ritorno.

    Il significato vero di quella pellicola sta tutto lì. Nella condivisione dello stesso ideale: la Roma. Non importa dove e quando. L’importante è essere presenti a tutti i costi per essere parte del fatto. Questo, nell’accezione più umanistica nel termine, è il modo per partecipare attivamente all’evento e cercare di condizionarlo.

    Più si avvicinano la città e la partita, più forte batte il cuore e sale la voce, passando dal treno all’autobus per raggiungere gli spalti e cantare a squarciagola la passione per la Roma.

    Ultrà, ovunque in ogni città

    La trasferta di Torino per il popolo giallorosso è solo il prossimo viaggio con la Roma nel cuore.  L’ennesima trasferta a cui partecipare per poter dire io c’ero. Non ci sono amici e famiglia che tengano quando scende in campo la squadra giallorossa. Neppure quando, come in questo caso, c’è da attraversare l’intera penisola per raggiungere il capoluogo torinese.

    Sarà che il fascino di Juventus-Roma è sempre vivo fin dalla rivalità degli anni ’80. Sarà semplicemente che viaggiare e amare spesso coincidono. Per una donna, per un amico o ancora di più per la squadra del cuore, il viaggio diventa la metafora della vita. In ogni stadio dove giochi la Roma gli Ultrà ci saranno sempre e non mancheranno mai di far sentire il loro supporto alla squadra. Con i cori e le coreografie e con il petto gonfio d’orgoglio per i colori giallorossi.

    Ultrà-treno

    L’appuntamento per la partenza è da mesi sul calendario. In macchina, in treno oppure in aereo la carovana giallorossa è pronta a invadere Torino. Come negli anni ottanta, come nel 2001, come ogni volta che la Roma scende in campo.

    C’è chi ritornerà la sera stessa, chi qualche ora dopo. Chi si tratterrà a Torino per un bel weekend in terra piemontese.

    Poi ci sono loro. Gli Ultrà.

    Loro non torneranno mai. Saranno già in viaggio per la prossima trasferta.

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