Un viaggio tra “bolle di sapone” e West Ham

    Una storia gloriosa ma mai troppo vincente quella del West Ham, una delle 13 squadre di Londra. Una compagine nata per il volere della working class appartenente al cantiere navale londinese Thames Ironworks nel lontano 1895. Soltanto il 5 Luglio del 1900, il nome West Ham fa la sua comparsa nel mondo del football britannico sostituendo il vecchio nome derivante proprio dall’omonimo cantiere.

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    West Ham, l’orgoglio di chiamarsi Hammers

    L’appartenenza alla classe operaia del Royal Docks fa guadagnare ben presto ai giocatori e sostenitori del club il soprannome di Hammers. Un segno distintivo, un’immagine ripresa nel simbolo del West Ham. Due martelli incrociati e sullo sfondo i colori sociali claret & blu in cui s’ intravede la veemenza di una squadra che farà parlare di sè più per le vicende extracalcistiche che per i risultati sportivi.

    Il West Ham nasce, infatti, come squadra proletaria del popoloso e violento quartiere dell’East End. La divisione di Londra in grandi zone connota la suddivisione calcistica del territorio, così le squadre s’identificano come rappresentanti del proprio quartiere di appartenenza, più che della capitale nel suo complesso.

    Negli anni ’60, in un momento di completa rivoluzione del movimento giovanile e grazie al Commonwealth arrivano a Londra numerosi emigranti dell’ex Impero, in particolare giamaicani. Tra gli inglesi si diffonde la cultura del vivere la strada e i cockney del West Ham ne divengono la manifestazione estrema.

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    Inter City Firm: in treno al seguito del West Ham

    Invasioni di campo, assalti ai pub o ai pullman in trasferta, risse brutali. Qualsiasi pretesto è quello giusto per venire a contatto con la tifoseria avversaria, scontrarsi e lasciare un biglietto da visita.

    “Congratulations, you’ve just met the ICF”. Questo il messaggio mandato dalla Inter City Firm, storica tifoseria organizzata del West Ham ai loro avversari. Una traccia che il gruppo di hooligans più temuto d’Inghilterra era solito lasciare sul luogo dello scontro. La storica tifoseria organizzata del West Ham United prende il nome dai treni InterCity con cui tutti i ragazzi erano soliti viaggiare in incognito durante le trasferte al seguito degli Hammers.

    Abbigliamento casual, zero jersey e paura di nessuno. L’obiettivo principale era mimetizzarsi tra i viaggiatori per sorprendere i tifosi delle altre squadre e massacrarli di botte. Una consuetudine che si è affievolita grazie all’intervento di alcune normative che hanno debellato quasi definitivamente il fenomeno degli hooligans.

    Resta il fatto che la ICF è probabilmente un fenomeno che ha dato vita a mode e tendenze musicali e ha condizionato in modo indelebile il tifo calcistico britannico ed europeo.

    West Ham: I’m forever blowing bubbles

    È lo storico inno del West Ham United, secondo solo a “You’ll never walk alone” del Liverpool. Una canzone conosciuta ovunque in terra inglese e cantata puntualmente a ogni partita degli Hammers. Una relazione nata grazie al giovane Billy Murray, detto appunto Bubbles per via della somiglianza con il cartone utilizzato nella pubblicità del sapone, che aveva come canzone appunto “I’m forever blowing bubbles”.

    Da quel momento in poi tutte le partite del West Ham sono accompagnate dal brano composto da un gruppo di statunitensi nel lontano 1918 e dalle famose bolle di sapone. Quelle che volano in alto, raggiungono il cielo e come i sogni svaniscono e muoiono mentre nell’aria l’eco di un coro ferma il tempo:

    United! United!

    Sono loro, i tifosi del West Ham!

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