L’inferno di Millwall

    Il Millwall F. C. e la sua chiacchieratissima Firm nascono a Londra. Più precisamente nei pressi di The Isle of Dogs, ovvero l’Isola dei Cani, patria di un fenomeno unico nel suo genere in tutta Europa.

    Siamo nel 1885 e c’è una zona a sud est di Londra che più di tutte rappresenta la Rivoluzione Industriale. Una penisola di terra che raccoglie tutte le forme di attività commerciali e portuali nei cosiddetti docks. Turni di lavoro massacranti e condizioni igienico-sanitarie proibitive in una Londra ben lontana da quella vittoriana con i cappelli a tuba.

    Millwall-ciminiere

    Millwall, tra ciminiere e banchine

    Ben presto in quella zona, in cui i fumi della navi si mescolano al disagio sociale, si crea un quartiere ribattezzato Millwall. I suoi abitanti sono per lo più immigrati scozzesi che sviluppano tra la popolazione un certo senso di autarchia che li allontana dal clima di prosperità economica che si respira nella City. Una netta differenza, quindi, tra i dockers e il resto della popolazione. Tra quegli operai portuali e tutti gli altri.

    A quei tempi vivere in quel posto voleva dire in un certo qual modo “sopravvivere” alla deriva di un mondo in continua evoluzione. Una comunità a parte in un covo sociale autoregolato sull’onta dell’indipendentismo scozzese. In questo contesto economico-sociale nasce il Millwall F.C.

     

    Millwall-bandiera

    Cosa significa essere tifoso del Millwall

    L’unico club al mondo ad essere conosciuto non tanto per i trofei in bacheca, anche perché non ce ne sono, ma per i suoi tifosi e le vicissitudini che li hanno accompagnati negli anni.

    Il Millwall, infatti, ha sempre navigato tra la seconda e terza divisione inglese senza aver avuto la gioia di poter alzare al cielo un trofeo. I suoi tifosi sono considerati la firm più incazzata d’Inghilterra poiché il loro principale scopo è quello di causare scompigli e scontri prima, durante e dopo i match della propria squadra. Sanno di essere diversi, sanno di appartenere a una cultura e ad una fetta di classe sociale nettamente diversa dalle altre, orgogliosi di vivere una vita al limite.

    Harry The Dog, storico ex leader della F-troop, prima firm del club inglese, ha sintetizzato questo fenomeno sociale in pochissime parole:”Una sbronza, una scazzottata, una partita: questo è il Millwall”

    Millwall-entrata

    The Den e i leoni del Millwall

    The Den, letteralmente la tana. Questo era il nome della prima casa del Millwall F.C. Uno stadio scomodo, malfatto, irregolare e asimmetrico, ma proprio per questo unico. Una struttura fatiscente il cui solo pensiero di metterci piede faceva rabbrividire. Assistere ad una partita a cavallo degli anni ’70 e ’80 al vecchio The Den significava fare un’esperienza unica nel suo genere. Voleva dire calarsi in una realtà mistica in cui non ci sono regole, in cui il nemico è pronto a colpirti in qualunque momento.

    In quel posto fece apparizione nei primi anni ’80 il Millwall’s Brick. Il mattone di Millwall, un cumulo di giornali arrotolati e compressi tanto da divenire una vera e propria arma da stadio. Un mezzo usato dai Millwall Bushwakers, la firm più spietata e conosciuta d’Inghilterra, per colpire i propri avversari. Sfinirli. Annientarli.

    La particolare conformazione urbanistica della zona attorno al vecchio The Den favoriva tutto ciò. Strade strettissime intervallate da piccoli ponti sotto il cielo grigio di Londra erano il contesto ideale per affrontare in combattimenti corpo a corpo gli avversari di turno.

    Oggi quell’angolo buio e grigio di Londra non esiste più. Il Millwall si è trasferito al New Den. Ma i suoi tifosi continueranno ad essere quello che sono sempre stati. Quelli a cui non importa niente di nessuno.

    No one likes us, no one likes us,

    No one likes us, we don’t care

    We are Millwall, super Millwall

    We are Millwall from The Den!

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