Il Nottingham Forest e il rosso Garibaldi

    L'affascinante storia delle origini del club inglese

    «They’re not fit to wear the Garibaldi» 

    nottingham forest fans rosso garibaldi
    La curva del Nottingham Forest

    Tradotto alla lettera Non sono adatti ad indossare la Garibaldi non è uno stralcio o una citazione tratta da un libro di storia italiana in inglese, tutt’altro, è un’espressione che fa parte del vocabolario dei tifosi del Nottingham Forest e che si tramanda di generazione in generazione.

    Il rosso delle maglie della squadra inglese è lo stesso delle casacche che indossarono i Mille guidati dall’Eroe dei due mondi; ed è un Rosso che in più di cento anni non si è mai sbiadito, tutt’altro.

    «Il Forest deve la sua esistenza a una compagnia di giovani attivi, molti dei quali ora sono molto noti nella vita pubblica di Nottingham, che erano soliti praticare l’antico gioco del bandy sul Forest Recreation Ground»

    Questa è una notizia del 1905 che riassumeva la storia del club fondato esattamente 40 anni prima. Ed infatti dobbiamo tornare al 1865, anno di fondazione del Forest Football Club, per fare chiarezza sull’affascinante storia del club inglese. 

    Garibaldi Reds

    Il club fu chiamato “Forest” perché la squadra giocava all’ippodromo nel Forest Recreation Ground (un tempo parte della Foresta di Sherwood, casa del leggendario Robin Hood).  Il comitato fondatore stabilì che i colori della squadra dovessero ispirarsi al Rosso Garibaldi, tributo al comandante italiano Giuseppe Garibaldi i cui soldati indossavano camice rosse.

    Questo omaggio e riferimento a Giuseppe Garibaldi è certamente dovuto alla sua visita in Inghilterra nell’aprile del 1864, durante la quale ci fu molta (e calorosa) partecipazione popolare. Dunque la compagnia dei giovani fondatori, ispirata dall’immagine romantica dell’eroe combattente dell’unificazione italiana, ordinò una dozzina di divise con nappa di flanella rossa, da cui “Reds”, il coro che ancora echeggia allo stadio durante le partite.

    Venti anni dopo due giocatori dei Reds si trasferirono a Woolwich, quartiere a sud-est di Londra dove fondarono una squadra di lavoratori, il Nottingham Forest inviò loro un pallone e un set di uniformi rosse per giocare… quella squadra esiste ancora e si chiama Arsenal. E se l’Arsenal veste di rosso ci sono altre curiosità degne di nota riguardo al Nottingham Forest: introdusse nel gioco l’uso dei parastinchi (ricavati tagliando gambali da cricket) e addirittura il fischietto dell’arbitro (che rimpiazzò la bandiera bianca).

    Quello che aveva avuto origine come uno sport per la classe media si tramutò nella passione della Working Class, e tutt’oggi è ancora prevalente nella tifoseria la presenza della classe lavoratrice, in una città da sempre roccaforte del Labour Party. Il vecchio proprietario era un finanziatore di partito, ed il leggendario allenatore Brian Clough era un attivista socialista (supportò e finanziò i minatori locali nello sciopero del 1984/85).

     

    Brian Clough, leggenda come Garibaldi

    brian clough peter taylor
    Brian Clough (a destra) e Peter Taylor sulla panchina del Nottingham Forest

    Oggi la squadra milita nella Championship (Serie B inglese) e l’ultima apparizione in Premier è datata a fine secolo, ma i tifosi più attempati ancora rivivono i sensazionali ricordi dell’era del genio Brian Clough e del suo collaboratore Peter Taylor. In quel periodo il Nottingham Forest si tramutò da cenerentola del calcio inglese in regina d’Europa, riuscendo in tre stagioni (dalla 1977/78 alla 1979/80) a diventare prima Campione d’Inghilterra e poi ad alzare due Coppe dei Campioni di fila, in quella che viene raccontata ancora come una delle più belle favole del calcio europeo, quando tutti i giocatori del Forest erano adatti ad indossare la Garibaldi.

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